Potrebbe sembrare bizzarro che una cooperativa lattiero casearia investa su bevande e prodotti a base vegetale, che nascono come alternativi al latte. Ma la diversificazione è una strada intrapresa da tempo da TreValli Cooperlat, che debuttò ormai una cinquantina di anni fa con un “preparato vegetale per dolci” (non si può chiamare “panna” per legge) nato quasi per sbaglio, cercando di rispondere alle esigenze di un cliente estero che chiedeva una panna con maggior struttura. Da quell’esperienza nacque il primo prodotto Hoplà e poi l’evoluzione della gamma plant based che oggi vale più di un terzo del fatturato del Gruppo. E che da qui al 2030 sarà la componente del business aziendale che registrerà il tasso di crescita annuo composto (Cagr) maggiore: +8,3% contro il +6,4% del lattiero caseario.
L’altra grande leva di sviluppo sarà l’export, che nello stesso lasso di tempo dovrebbe passare dall’attuale 28% ad almeno il 35% del giro d’affari, grazie alla presenza del Gruppo in 65 Paesi e un trend già in atto che l’azienda punta a rafforzare: nel primo semestre la crescita oltreconfine è stata dell’11%, il 6% in più rispetto al budget. Per realizzare questi obiettivi sono previsti 25 milioni di investimenti in quattro anni, con l’obiettivo di superare i 320 milioni di euro di fatturato entro il 2030, rispetto agli attuali 226 milioni, con un Ebitda previsto superiore a 20 milioni.
«Il nuovo piano strategico rappresenta una fase di discontinuità nel percorso evolutivo di TreValli Cooperlat ed è orientato a un rafforzamento strutturale del posizionamento competitivo – spiega Giordano Curti, direttore generale della cooperativa –. L’obiettivo non è limitato alla crescita dimensionale, ma si estende alla creazione di valore sostenibile e all’incremento della marginalità, attraverso un allineamento ai cambiamenti strutturali nei modelli di consumo, declinati in funzione delle specificità dei mercati di riferimento. In questo contesto, una leva prioritaria di sviluppo è costituita dall’offerta vegetale, un asset che ci distingue rispetto ai concorrenti del comparto lattiero caseario».
Un’ulteriore direttrice strategica riguarda il rafforzamento della presenza nei grandi canali distributivi «con l’obiettivo – prosegue Curti – di incrementare i volumi, presidiare nuovi segmenti di clientela e sviluppare partnership commerciali», anche con accordi per la produzione a marchio del distributore. Ovviamente TreValli Cooperlat continuerà a valorizzare e ampliare la propria offerta casearia, «valorizzando un forte legame con il territorio» e puntando anche qui sull’innovazione con delattosati e fermenti lattici.
Il 15% degli investimenti sarà destinato a una nuova linea di produzione e confezionamento e 5 milioni andranno in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, soprattutto nel campo delle bevande e degli alimenti funzionali. Il resto sarà dedicato all’efficientamento energetico e al miglioramento della sostenibilità.











