Giovedì scorso il ministero della Salute ha convocato il Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera (Sismg), coordinato dalla direttrice del dipartimento di Epidemiologia dell’Asl 1 della Regione Lazio, Paola Michelozzi, per chiedere immediati riscontri sull’impatto dell’ondata di calore in corso. Il Sistema permette di rilevare tempestivamente i decessi nelle principali città italiane, entro la prossima settimana si dovrebbero avere le prime stime sugli “eccessi di mortalità” legati al caldo estremo dei giorni scorsi.
Le stime
Le proiezioni stimano centinaia di decessi attribuibili agli incrementi delle temperature. Conferme in questo senso arrivano da diversi studi recenti pubblicati su NatureMedicine, ISGlobal e Lancet Countdown, solo per fare alcuni esempi. Il rapporto Grantham Institute dell’Imperial College ha stimato i decessi attribuibili al cambiamento climatico in 12 grandi città (incluse le italiane Roma, Milano e Sassari) interessate dall’ondata di calore di giugno 2025 (23 giugno-6 luglio): su 2.305 decessi attribuibili al caldo, il 64% (1.504) sarebbero causati dal cambiamento climatico in atto causato dalle attività antropogeniche. Sempre secondo lo studio, Milano sarebbe una delle città con il numero di decessi stimato più elevato (499, di cui 317 attribuibili ai cambiamenti climatici), seguita da Parigi e Barcellona.
Queste però sono stime, realizzate secondo modelli epidemiologici che permettono di stimare gli eccessi di mortalità attribuibili al caldo, ma non si tratta di rilevazioni sui casi osservati. A questo lavora invece il Sistema integrato coordinato dalla dottoressa Michelozzi: «Le nostre rilevazioni più recenti hanno messo in evidenza invece una riduzione dell’impatto delle temperature estreme sulla mortalità in Italia: l’analisi sui dati del 2024 e 2025, confrontata con quella dei due anni precedenti (2022 e 2023) e rispetto a un periodo di riferimento (2015-2019), ha riportato un rischio associato al caldo molto più contenuto».
Il quadro italiano
A fronte di un aumento del 22% nel 2022 della mortalità estiva, nell’ultimo biennio i decessi sono stati addirittura inferiori alle attese (-4% durante l’estate 2025 nelle 54 città italiane monitorate). «Potrebbe esserci un effetto delle misure di prevenzione e di adattamento climatico, messe in campo dai territori», spiega Michelozzi. L’Italia infatti è uno dei pochi Paesi europei che ha un Piano di prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di calore.
Attenzione però perché il trend potrebbe essere anche legato a un “caso” tutto italiano e non è detto che duri a lungo: «L’impatto del Covid-19 ha di fatto determinato una flessione della popolazione anziana e più fragile, suscettibile al grande caldo. Per questo sarà importante vedere se il trend perdura nel tempo, anche quest’anno».









