L’inchiesta sul presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali si avvia verso una possibile archiviazione. La Procura di Milano, infatti, non avrebbe raccolto elementi sufficienti per dimostrare che le presunte pressioni abbiano alterato la regolarità delle partite né per identificare gli esponenti dell’Inter citati nelle contestazioni. La decisione potrebbe arrivare entro la fine del mese.
Nel nuovo invito a comparire notificato all’ex designatore Gianluca Rocchi, già interrogato dai magistrati, viene ipotizzato il reato di frode sportiva in concorso con appartenenti alla società nerazzurra, che però allo stato non risultano identificati. Tra le gare finite sotto la lente degli inquirenti compare ora anche Inter-Verona del 3 maggio 2025: secondo l’accusa, Rocchi avrebbe designato Gianluca Manganiello per evitare la presenza di Simone Sozza, ritenuto poco gradito all’ambiente interista.
L’elenco delle partite contestate comprende anche Bologna-Inter e la semifinale di Coppa Italia Inter-Milan della stagione 2024/25, oltre a Torino-Inter del campionato successivo, affidata a Maurizio Mariani, che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbe stata designata con il preventivo consenso del club.
Gli investigatori, tuttavia, non avrebbero trovato intercettazioni dirette tra dirigenti dell’Inter e Rocchi. Il presunto sistema di condizionamento sarebbe passato attraverso alcuni dirigenti dell’AIA incaricati di fare da tramite tra società e designatore, raccogliendo e filtrando le richieste dei club. Sarà ora il pm Paolo Ielo, subentrato ad Andrea Ascione, a valutare se vi siano elementi per chiedere il rinvio a giudizio o, ipotesi al momento ritenuta più probabile, l’archiviazione.
Dovrebbe invece essere trasmesso alla Procura di Monza, per competenza territoriale, il filone relativo alle presunte “bussate” alla sala VAR di Lissone.


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