Il rischio di registri non aggiornati, la denuncia arrivata due giorni dopo il primo furto e una serie di persone, oltre una ventina, che potenzialmente avrebbero avuto la disponibilità della chiave per aprire l’armadietto blindato con lo stupefacente. Nuovi sviluppi si affacciano sulle indagini per il furto di ottanta fiale di fentanyl avvenuto all’ospedale Israelitico di Roma. Sulla vicenda la procura di Roma ha avviato un’indagine e nel fascicolo si procede per furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Ispezioni di Carabinieri e Nas
In queste ore il nucleo investigativo dei Carabinieri di Roma, assieme a quelli del Nas, ha condotto un’ispezione nella struttura effettuando verifiche sui registri dell’acquisizione di medicinale e sulla gestione della chiave dell’armadietto degli stupefacenti che conteneva le fiale di fentanyl, raccogliendo varie informazioni. Il sospetto è che i documenti non siano aggiornati: un dato che, se confermato, profilerebbe una irregolarità nell’attuazione del programma di sorveglianza e falle sulla corretta detenzione e gestione dei farmaci stupefacenti.
I militari hanno anche ascoltato alcune persone all’interno dell’ospedale e le varie operazioni sono durate diverse ore. Le persone che potenzialmente avrebbero avuto accesso alla chiave sarebbero poco più di una ventina, includendo anche il corpo di guardia, diretto responsabile nelle ore di chiusura della farmacia. Non essendoci telecamere nell’area della cassaforte, i carabinieri stanno comunque visionando le immagini delle altre telecamere.
Maxifurto in due diversi episodi
Resta poi un altro elemento ancora poco chiaro. Il maxifurto è avvenuto in due diversi episodi, il primo lo scorso 22 giugno con un certo numero di fiale già sottratte. Ma la denuncia è stata fatta solo il 24, due giorni dopo, quando ci si sarebbe accorti del secondo ammanco. Tra infermieri e medici, sono poco oltre una decina quelli transitati in due giorni all’interno della farmacia dove si trova l’armadio blindato degli stupefacenti. Oltre a loro c’è un addetto alla guardiania notturna, che custodisce la chiave negli orari di chiusura. Si tratta di persone che in qualche modo avrebbero avuto la possibilità di aprire il frigorifero blindato e che sono state già ascoltate dai carabinieri del nucleo operativo di Roma Eur.
Tecnicamente nessuno di loro è indagato, ma serviranno ulteriori approfondimenti per escludere qualsiasi profilo di colpevolezza mentre toccherà fare luce su eventuali talpe o persone che possono aver avuto accesso all’interno della farmacia per effettuare pulizie o altri lavori: qualcuno che potrebbe aver fatto un calco o una copia della chiave. Secondo fonti investigative, è molto possibile che si tratti di persone del mestiere, le quali sapevano dove mettere le mani e hanno dimestichezza con i farmaci.








