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Home » I medici contro l’autonomia differenziata: “Ssn a rischio, professioni restino esclusiva dello Stato”
Salute

I medici contro l’autonomia differenziata: “Ssn a rischio, professioni restino esclusiva dello Stato”

Sala StampaDi Sala StampaFebbraio 21, 20263 min di lettura
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I medici contro l’autonomia differenziata: “Ssn a rischio, professioni restino esclusiva dello Stato”

Il Consiglio Nazionale della Fnomceo, l’Ordine dei medici, in una mozione appena approvata scende in campo contro l’autonomia esprimendo “forte preoccupazione” per i possibili sviluppi del processo di autonomia differenziata, a seguito della recente approvazione degli schemi di intesa preliminare appena firmati con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. In particolare la Fnomceo esprime “netta contrarietà” all’ipotesi di devoluzione alle Regioni della materia delle professioni sanitarie, ambito che la Costituzione e la giurisprudenza costituzionale ricordata nella mozione attribuiscono in modo esclusivo allo Stato. Insomma ordinamento delle professioni, formazione, titoli abilitanti e vigilanza sugli Ordini devono restare unitari e omogenei, nell’interesse dei cittadini e della sicurezza delle cure. La preoccupazione implicita è che la mozione apra le porte a regole e magari anche stipendi diversi per i medici tra le Regione con l’autonomia differenziata e tutte le altre.

In particolare nella sua mozione la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri esprime innanzitutto “grande preoccupazione che, nel processo di attuazione delle norme sulla autonomia differenziata, si comprometta l’unicità del SSN in assenza di una profonda revisione del ministero della Salute quale garante di uguaglianza dei cittadini di fronte alla salute, ai sensi dell’art. 3 della Costituzione. E considera “l’ulteriore accentuazione delle autonomie regionali in tema di tutela della salute un ulteriore fattore che potrebbe incrementare le diseguaglianze in sanità già da tempo presenti nel Paese che, in questi venti anni di sanità delle Regioni, non hanno trovato soluzioni adeguate”. La Fnomceo ricorda anche come le professioni siano “la spina dorsale del Paese in quanto garantiscono diritti costituzionalmente tutelati a tutti gli italiani e ad ogni individuo presente in Italia attraverso le loro competenze” e di come “l’autonomia sull’ordinamento delle professioni può determinare confusioni e inefficienze legate alle diversità di esercizio possibili”.

Fatte queste premesse ecco la richiesta della Fnomceo che “venga espunto” dagli schemi di intesa preliminare con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia la formula “le professioni” così come richiamato dalla giurisprudenza costituzionale “allo scopo di garantire omogeneità nel riconoscimento dei titoli abilitanti anche in relazione alla mobilità internazionale dei professionisti”. E quindi da mandato ak Comitato centrale della Fnomceo di “mettere in atto ogni iniziativa di confronto e proposta con il Governo e le Regioni per rappresentare quanto richiamato”.

Grande preoccupazione che, nel processo di attuazione delle norme sulla autonomia differenziata, si comprometta l’unicità del SSN in assenza di una profonda revisione del Ministero della Salute quale garante di uguaglianza dei cittadini di fronte alla salute, ai sensi dell’art. 3 della Costituzione.

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