«Le guerre che insanguinano il nostro presente sono frutto dell’idolatria del potere e del denaro». Lo denuncia papa Leone nella grande messa allo stadio Louis II nel Principato di Monaco. «Ogni vita spezzata è una ferita al corpo di Cristo – sottolinea il Pontefice – Non abituiamoci al fragore delle armi, alle immagini di guerra! La pace non è mero equilibrio di forze, è opera di cuori purificati, di chi vede nell’altro un fratello da custodire, non un nemico da abbattere». L’appello del Papa è «a cominciare dai più piccoli e oppressi: ancora oggi, quanti calcoli si fanno nel mondo per uccidere innocenti; quante finte ragioni si pretendono per toglierli di mezzo!»
15mila fedeli alla messa di papa Leone, Anche Carolina di Monaco
Allo Stadio Louis II, per la messa celebrata da papa Leone nell’ambito del suo viaggio lampo di un giorno nel Principato di Monaco, sono presenti circa 15.000 fedeli. Nelle prime file, oltre ad Alberto e Charlene, ci sono anche gli altri membri della famiglia Casiraghi. Si distinguono vestite di nero e con la veletta, Carolina di Monaco, e la nuora Beatrice Borromeo, moglie del secondogenito, Pierre Casiraghi.
Il Papa ai giovani: fate tacere il frastuono delle chat e dei reel
«Ciò che dà solidità alla vita è l’amore», e «amarsi, se da una parte richiede apertura a crescere e dunque a cambiare, dall’altra esige fedeltà, costanza, disponibilità al sacrificio nella quotidianità. Solo così l’inquietudine trova pace e si riempie il vuoto interiore», «non con cose materiali e passeggere, nemmeno con i consensi virtuali di migliaia di like, o con appartenenze condizionanti, artificiali, a volte persino violente». ha detto papa Leone nell’incontro con i giovani della comunità cattolica del Principato di Monaco che a lui hanno rivolto le loro testimonianze. «Da queste cose bisogna sgomberare la porta del cuore» ha spiegato, con «spazi di silenzio, di ascolto, per far tacere la frenesia del fare e del dire, dei messaggi, dei reel, delle chat, e per approfondire e gustare la bellezza dell’essere veramente e concretamente insieme».
«Le ricchezze non siano trattenute ma redistribuite»
«Agli occhi di Dio, nulla si riceve invano! Come Gesù lascia intendere nella parabola dei talenti, quanto ci è stato affidato non va sepolto sottoterra, ma messo in circolo e moltiplicato nell’orizzonte del Regno di Dio. Tale orizzonte è più ampio di quello privato e non riguarda un mondo utopico: il Regno di Dio, cui Gesù ha consacrato la vita, è vicino, perché viene in mezzo a noi e scuote le configurazioni ingiuste del potere, le strutture di peccato che scavano abissi tra poveri e ricchi, fra privilegiati e scartati, fra amici e nemici» ha detto il Papa parlando alla folla radunata nel cortile del Palazzo del Principe nel suo primo discorso nel Principato di Monaco. «Ogni talento, ogni opportunità, ogni bene posto nelle nostre mani – ha affermato – ha una destinazione universale, un’intrinseca esigenza di essere non trattenuto, ma ridistribuito, perché la vita di tutti sia migliore. Per questo Gesù ci ha insegnato a pregare: ’Dacci oggi il nostro pane quotidiano’. Questa logica di libertà e di condivisione è al fondamento della parabola del giudizio universale, che ha i poveri al centro: il Cristo giudice, che siede in trono, si identifica con ciascuno di loro»










