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Home » La crisi nera dello zucchero: in Europa sparisce un quinto delle fabbriche
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La crisi nera dello zucchero: in Europa sparisce un quinto delle fabbriche

Sala StampaDi Sala StampaFebbraio 27, 20263 min di lettura
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La crisi nera dello zucchero: in Europa sparisce un quinto delle fabbriche

«Oggi – spiega Ribera – la disponibilità potenziale di zucchero straniero (bianco e grezzo) ammonta a 1,6 milioni di tonnellate, equivalenti al 12% dei consumi Ue. Soltanto il Brasile ha oltre 600mila tonnellate di accesso».

Al surplus di prodotto in Europa hanno contributo in maniera sostanziale i grandi flussi di importazione dall’Ucraina (100mila tonnellate), ma non solo. Nel settore saccarifero lo zucchero bianco può essere esportato con un’autorizzazione (regime di perfezionamento attivo), generando licenze che concedono il diritto di importare zucchero grezzo per la raffinazione esente da dazi. Questo perché l’equivalenza tra barbabietola da zucchero e zucchero di canna grezza crea un collegamento artificiale di lavorazione tra le esportazioni di zucchero bianco e le importazioni di zucchero di canna grezza per la raffinazione. «In pratica le esportazioni che dovrebbero liberare il mercato – spiega Ribera – vengono utilizzate per generare diritti di importazione venduti a 15-20 €/tonnellata, in un’attività parallela che avvantaggia il singolo operatore a scapito del mercato più ampio». Tale regime attualmente permette alle aziende di importare zucchero senza dazi o limiti quantitativi, a condizione che lo zucchero sia raffinato o trasformato in prodotti alimentari e successivamente esportato al di fuori dell’Unione Europea. Secondo i dati della Commissione Europea, nell’anno di commercializzazione 2024/25 le importazioni di zucchero greggio in regime di perfezionamento attivo hanno raggiunto 587mila tonnellate metriche, con un aumento del 19% rispetto all’anno precedente. Il Brasile è stato la fonte del 95% di queste importazioni. Le importazioni di zucchero bianco nell’ambito dello stesso programma hanno totalizzato 155mila tonnellate nel 2024/25, con un aumento del 5% su base annua. Il Brasile ha fornito il 43% di questa quantità, seguito da Marocco, Egitto e Ucraina.
«Nel 2025 – racconta l’europarlamentare Stefano Bonaccini (S&D) – le quote di zucchero entrate nella Ue a dazio zero hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi cinque anni». Questo surplus di offerta ha fatto crollare i prezzi dello zucchero ai livelli più bassi degli ultimi tre anni.

La strategia di Bruxelles

«La Commissione Ue – prosegue Bonaccini – ha annunciato l’esclusione dello zucchero dall’accordo commerciale Ue-India, non solo a seguito della condanna da parte del Wto nei confronti dell’amministrazione indiana per sovvenzioni distorsive, ma soprattutto perché il Paese rimane il singolo produttore di zucchero più destabilizzante sul mercato mondiale».

Neutralizzato il pericolo India, il Commissario europeo per l’Agricoltura, Christophe Hansen, ha annunciato su X che per alleviare le pressioni sui produttori, proporrà una sospensione temporanea del regime.

Quanto durerà questa sospensione e, soprattutto, quando arriverà? «Abbiamo chiesto almeno un anno di sospensione – risponde Tamburini, che è anche presidente del Cefs (Associazione europea produttori zucchero) – ma per ottenerla ci vorranno almeno altre sei settimane». Il percorso non è spianato: «Ci sono numerose complessità tecniche, dobbiamo accordarci con le Dogane, peraltro non esiste una Authority doganale che presieda e coordini le diverse specificità. E poi c’è tutta la fase transitoria da gestire. Da quando partirà la sospensiva? Come ci si regolerà rispetto al pregresso?».

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