Scatta il conto alla rovescia per le prossime amministrative dove andranno al voto 900 comuni per un totale di quasi 6,7 milioni di elettori. Si voterà il 24 e 25 maggio (con eventuale ballottaggio due settimane dopo), tranne che per 149 comuni della Sardegna, alle urne il 7 e 8 giugno, e per due comuni del Trentino-Alto Adige (al voto il 17 maggio).
I riflettori si accendono sui 20 capoluoghi di Provincia: Venezia, Salerno, Avellino, Mantova, Lecco, Messina, Enna, Agrigento, Reggio Calabria, Crotone, Trani, Andria, Chieti, Macerata, Fermo, Prato, Pistoia, Arezzo, Sanluri e Tempio Pausania. Se ci si concentra sui 18 capoluoghi di provincia alla prima tornata di votazioni, la situazione di partenza è questa: 5 amministrazioni uscenti sono di centrodestra, 8 di centrosinistra e 5 sono di liste civiche.
Venezia e Reggio Calabria
A Venezia il centrosinistra ha ufficializzato da tempo la candidatura di Andrea Martella del Pd. Il senatore e attuale coordinatore veneto dem tenterà di strappare il comune al centrodestra, che ha messo in campo per l’era post Brugnaro l’assessore 38enne Simone Venturini.
A Reggio Calabria, a seguito del passaggio dell’ex primo cittadino Falcomatà a consigliere regionale, il centrosinistra opta per Domenico Battaglia del Pd, vincitore delle primarie il 15 marzo scorso. Per l’opposizone spunta il nome del coordinatore regionale di Forza Italia e responsabile nazionale per il Sud del partito azzurro, Francesco Cannizzaro, deputato alla Camera per la seconda legislatura consecutiva.
Salerno e Avellino
A Salerno c’è il ritorno dell’ex presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che si ricandida per il quinto mandato con sette liste. De Luca è stato eletto una prima volta sindaco già nel lontano 1993 e, al termine del mandato quadriennale, riconfermato nel 1997 per altri cinque anni. Risale al 2006, ben vent’anni fa, la sua ultima candidatura – con conseguente vittoria – a primo cittadino.











