Un cerotto bianco, vistoso, sul lato sinistro del naso, e il livido sotto l’occhio sinistro si intravede ma Nadia Mayer decide di mostrarsi senza filtri sui social per condividere con i suoi follower un messaggio importante, dedicato alla prevenzione, raccontando con naturalezza il periodo di convalescenza dopo l’intervento per la rimozione di un basalioma, ovvero un tumore della pelle.
Ad accompagnare le immagini è una frase che riassume il suo stato d’animo: “Cerotto sì, ferma mai”. Poche parole che raccontano la volontà di non lasciarsi fermare dall’operazione e dalla malattia e di continuare a vivere la propria quotidianità con il sorriso.
Nei giorni precedenti l’intervento era stata la stessa Nadia a spiegare: “Purtroppo a breve dovrò affrontare un intervento al naso. Ho una macchiolina che abbiamo scoperto essere un basalioma, io pensavo fosse un foruncolino”, aveva raccontato ai suoi follower.
L’importanza della prevenzione
Raccontando la sua esperienza, Nadia aveva colto l’occasione anche per lanciare un messaggio di sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione, invitando chiunque noti lesioni cutanee persistenti a rivolgersi a uno specialista: “Ne parlo per invitare a fare prevenzione… quando notate una macchia strana che rimane troppo tempo, fatevi controllare da un bravo dermatologo”, aveva raccontato.
Che cos’è il basalioma
Il carcinoma basocellulare, conosciuto anche come basalioma, “è un tumore della pelle”, si legge sul sito dell’Humanitas. “Secondo i dati SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse) del 2024, circa 1 persona su 1000 sviluppa un basalioma nel corso della vita. È più frequente dopo i cinquant’anni, ma si riscontra sempre più spesso anche nei giovani a causa della crescente esposizione solare. Per questo tende a formarsi principalmente sul viso – soprattutto sul naso – ma può interessare anche collo, tronco, braccia e mani, aree maggiormente esposte ai raggi Uv”.
Dopo aver superato nell’autunno scorso una grave polmonite da Legionella che l’aveva spaventata, la professionista e madre di cinque figli affronta questa nuova prova affidandosi agli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO) di Roma.




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