Il «rammarico più grande» non è stata la sconfitta al referendum sulla riforma della Giustizia per il Guardasigilli Carlo Nordio. È stata, invece, la frase sul Consiglio della magistratura «paramafioso», su cui il ministro ha fatto chiarezza durante il question time alla Camera.
«Il rammarico più grande»
«Ho smentito almeno una cinquantina di volte quella frase sulla paramafiosità del Csm – ha premesso Nordio – che non era affatto mia ma era di un magistrato del Consiglio Superiore della Magistratura (Nino di Matteo, ndr) di cui ho citato parola per parola la dichiarazione. Quella frase è stata attribuita a me e diciamo costituisce un rammarico, forse il rammarico maggiore di questo momento referendario, forse anche peggiore della riconosciuta sconfitta che abbiamo subito».
No alle dimissioni: «Fiducia confermata dal governo e dalla premier»
Detto questo, il Guardasigilli ha parlato della fiducia ricevuta dal governo dopo le dimissioni al ministero del sottosegretario Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. «Non è previsto in nessun ordinamento che il ministro della Giustizia si dimetta a seguito di un esito negativo di un referendum di questo tipo: la fiducia è già stata confermata dal governo e in prima persona dal presidente Consiglio».
«Bartolozzi ha svolto le sue funzioni con dignità e onore»
Su Bartolozzi, invece, Nordio ha detto che «ha incessantemente svolto le sue funzioni con dignità ed onore e il suo gesto spontaneo dimostra un grande senso di responsabilità e confido che cessino definitivamente le polemiche strumentali che hanno investito la sua persona e tutto il ministero. A lei va il più sentito ringraziamento mio per lo straordinario impegno profuso in questi tre anni e mezzo, sia come vice che come capo».





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