Al momento sono 25 i casi di epatite A registrati nella provincia di Latina. Nessuna crescita esponenziale del fenomeno, una patologia comunque presente in Italia da sempre. Nel nostro Paese i casi di epatite crescono lievemente da qualche anno. Nel primo semestre del 2025 sono stati 247, erano stati 159 nello stesso periodo del 2024 e 105 nel 2023, secondo il bollettino della sorveglianza SEIEVA diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità.
I sei pazienti ricoverati tra Latina e Formia stanno bene, gli altri sono monitorati a casa con valori epatici alterati ma senza complicazioni. I numeri di questi giorni – alla luce di quelli della Regione Campania – hanno indotto la Asl di Latina ad istituire una task force in cui il sistema di prevenzione, quello di controllo della filiera e l’unità malattie infettive monitorano il fenomeno. Altri casi di epatite A si erano registrati nelle scorse settimane a Roma e nel Lazio, quasi tutti associati ad una partita di cozze contaminate arrivate sul mercato in febbraio e ritirate dal commercio.
L’incubazione della malattia può arrivare a 50 giorni. La prima regola è evitare il consumo di cibo crudo o poco cotto, in primo luogo i molluschi, ma anche gli altri cibi.










