Per Artemis II l’ora X scatterà questa notte, intorno alle 23 e 47 BST – dopo la mezzanotte in Italia – quando gli astronauti Nasa passeranno dietro la Luna: un lato oscuro dove i segnali radio e laser – che consentono la comunicazione bidirezionale tra la navicella e la Terra – saranno bloccati dalla Luna stessa.
Artemis II, missione sulla luna (nasa)
Il pilota: “Preghiamo, e speriamo”
Così aveva raccontato prima della partenza il pilota Artemis, Victor Glover (in una intervista alla BBC): “Quando saremo dietro la Luna – diceva – senza alcun contatto con nessuno, cogliamo questa opportunità”, “Preghiamo, speriamo e inviamo pensieri e sentimenti positivi affinché riusciamo a ristabilire il contatto con l’equipaggio”.
La Terra vista da Artemis II (Reuters)
Con il fiato sospeso, mentre la Terra si rimpicciolisce sempre di più dal piccolo velicolo dell’Artemis e per 40 lunghissimi minuti, i quattro saranno soli, viaggiando nell’oscurità dello spazio. Nessuno sarà mai stato più lontano dalla terra dei cosmonauti della missione. Un primato che resterà tale per diverso tempo.
La missione Apollo ed il precedente del 1969
Oltre 50 anni fa, nel 1969, anche gli astronauti dell’Apollo sperimentarono l’isolamento causato dalla perdita di segnale durante le loro missioni sulla Luna. Michael Collins, membro della missione Apollo 11 era solo nel modulo di comando, in orbita attorno alla Luna. Quando la sua navicella passò dietro il lato nascosto della Luna – così narra la BBC – i contatti con i due astronauti sulla superficie lunare, così come con il centro di controllo missione, si interruppero per infiniti 48 minuti.
Il programma “Moonlight” dell’ESA
Programmi come Moonlight dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) prevedono il lancio di una rete di satelliti intorno alla Luna per garantire in futuro una copertura di comunicazione continua e affidabile.
Ma fino ad allora, il silenzio completo del cosmo, sarà l’unico conforto per quattro persone isolate completamente nello spazio.










